Fabrizio Consoli

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Un raffinato “crossover” tra jazz, tango e canzone d’autore, con un pizzico di allegra e malinconica “voglia di Sud America”: lo stile di Fabrizio Consoli si inserisce senza paura nel solco tracciato dai grandi chansonniers italiani, da Paolo Conte a Gianmaria Testa, da Vinicio Capossela a Sergio Cammariere a Fabio Concato.

Non per niente Fabrizio Consoli è ormai una presenza assidua e amata soprattutto in Germania, Austria, Svizzera e, ora, Russia, dove concerti e partecipazioni a rassegne e festival sono ormai numerosissimi.

BIOGRAFIA

Fabrizio Consoli è protagonista, dagli anni ’80, di un’intensa attività come session man al fianco di artisti quali Eugenio Finardi, Alice, Cristiano De André, Mauro Pagani, PFM e tanti altri.

L’esordio come cantautore è del 1993, avvio di un percorso che lo porterà a vincere la selezione di Sanremo Giovani ‘94 e ad essere sul palco del Teatro Ariston nel Festival di Sanremo 1995. Nel frattempo scrive produce canzoni di successo per Dirotta Su Cuba ed Eugenio Finardi, vincere premi e riconoscimenti importanti come il premio Ciampi 2004, scrive colonne sonore e… recita in commedie teatrali…!

DISCOGRAFIA

Nel 2004 esce “18 Piccoli anacronismi”, seguito nel 2009 dallo splendido “Musica Per Ballare”, un progetto di grande forza narrativa, con immagini e colori al tempo stesso potenti e raffinati. Nel 2012 viene registrato il “Live In Capetown” e, nel 2016, esce l’atteso “10”, coraggioso concept-album che rilegge in chiave laica e contemporanea i 10 comandamenti, con uno stile sempre più maturo e originale, in costante equilibrio tra sonorità internazionali e radici italiane.

"... quello che qualche anno fa veniva chiamato, con sottinteso rispetto, concept, mi sembra l'unica strada percorribile per dare un senso all'investimento di vita e al lungo periodo di concentrazione ed energie che realizzare un album richiede. E, allo stesso tempo, l'unica strada che consenta a un disco di avere, vivaddio, la velleità di aggiungere qualcosa. Almeno alla discussione, alla corteccia di chi avrà, bontà sua, l'avventura di ascoltare. Con l'avanzare degli anni mi risulta sempre più vero che, per un Artista,

“Il tempo dovrebbe servire a lavorare (a opere) senza tempo”.

Perché oggi, più che mai, non è scontato che qualcuno ascolterà, davvero. Magari domani."

(fabrizio consoli)

www.fabrizioconsoli.it/


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